La dipendenza da cioccolato esiste sul serio?
La dipendenza da cioccolato non è, in senso clinico, una vera e propria dipendenza come quella da sostanze stupefacenti: gli studi disponibili indicano che si tratta soprattutto di un forte desiderio (craving) determinato da una combinazione di fattori sensoriali, emotivi, ormonali e culturali. Detto questo, chi si descrive come “dipendente dal cioccolato” sperimenta sensazioni molto reali, tra cui voglia intensa, comportamento alimentare irregolare e a volte sintomi simili all’astinenza quando se ne priva. In questo articolo vediamo perché il cioccolato crea questo richiamo e, soprattutto, come uscirne con un approccio equilibrato e senza sensi di colpa.
La voglia di cioccolato è molto comune ma si può veramente esserne dipendenti? I potenti stimoli a mangiare cioccolata possono veramente essere classificati come una dipendenza?
Di solito si desiderano certi cibi non per fame vera e propria ma per cause esterne al nostro organismo o per il nostro stato emotivo. Tendiamo ad avere voglia di cibo quando siamo annoiati, ansiosi o depressi e mangiare il cosiddetto “comfort food” è un modo per scappare dalla nostra infelicità.
Il cioccolato è il cibo più frequentemente agognato dalle donne e molte si descrivono come “Chocoholics” ovvero dipendenti dal cioccolato. Queste persone insistono nel dire che è una vera e propria assuefazione che produce un’immediata sensazione di benessere e anche che la privazione causa sintomi di astinenza.
Quando mangiamo cibi dolci e ad alto contenuto di grassi, compreso il cioccolato, viene rilasciata la serotonina, facendoci sentire più felici. Questo spiega in parte le voglie comuni nel disordine affettivo stagionale (SAD) e nella sindrome pre mestruale.
Quali sono i sintomi della dipendenza da cioccolato?
Chi parla di dipendenza da cioccolato riferisce alcuni segnali ricorrenti: una voglia improvvisa e intensa di cioccolata, la difficoltà a fermarsi dopo il primo pezzo, il pensiero ricorrente rivolto al cibo e, in caso di privazione, sintomi che molti descrivono come “astinenza” (irritabilità, calo dell’umore, nervosismo). I ricercatori dell’Università di Tampere, in Finlandia, hanno osservato che chi si autodefinisce dipendente dal cioccolato produce molta più saliva in presenza dello stesso e mostra un peggior stato d’animo e maggiore ansia. È bene chiarire che questi sintomi della dipendenza da cioccolato non equivalgono a una diagnosi clinica, ma indicano un rapporto con questo alimento che vale la pena comprendere e gestire.
Desiderio e ciclo
In molte donne il desiderio di cioccolata si verifica su ciclo mensile, il che suggerisce una base ormonale. Un recente rapporto sulla rivista New Scientist suggerisce che le persone possono diventare eccessivamente dipendenti dagli zuccheri e dai grassi dei fast food. Una ricerca dell’università di Princeton ha messo in evidenza che i topi nutriti con zucchero hanno dimostrato stati d’ansia quando ne sono stati privati. I sintomi erano del tutto simili a quelli osservati nelle persone in crisi di astinenza inclusi tremori e il digrignare dei denti . Questa ricerca sostiene che i cibi molto grassi stimolino la produzione di sostanze chimiche del tutto simili agli oppioidi. Questa teoria è sostenuta da molti altri studi.
Il cioccolato contiene diversi ingredienti biologicamente attivi, ognuno dei quali può causare comportamenti anomali e sensazioni psicologiche come quelle di altre sostanze che danno dipendenza. I ricercatori dell’Università di Tampere, in Finlandia, hanno scoperto che chi si autodefinisce dipendente da cioccolato produce molta più saliva in presenza dello stesso e ha mostrato un cattivo stato d’animo e ansia.
I ricercatori affermano che chi soffre di dipendenza da cioccolato mostra tratti di una comune dipendenza perché mostra voglia di cioccolato, comportamento alimentare irregolare e stati d’animo anormali.
Il cioccolato crea davvero dipendenza?
In breve: no, non nel senso clinico del termine. Anche se ci sono somiglianze tra mangiare cioccolato e l’uso di droghe, in genere i ricercatori ritengono che la dipendenza da cioccolato non sia una vera e propria dipendenza. Mentre il cioccolato contiene sostanze potenzialmente alteranti per l’umore, queste si trovano tutte in concentrazioni più elevate in altri alimenti meno attraenti come i broccoli. La voglia di cioccolato è spiegata, in gran parte, da una combinazione di caratteristiche sensoriali come la dolcezza, la consistenza e l’aroma, di nutrienti e sostanze chimiche, uniti a sbalzi ormonali e di umore. Questo vale anche per il cioccolato fondente, spesso percepito come più “sano” ma altrettanto capace di scatenare voglie quando entra in gioco la componente emotiva.
Il cioccolato è visto come “cattivo ma bello“, gustoso ma qualcosa alla quale dovremmo resistere. Ciò suggerisce che il desiderio è più probabilmente un fenomeno culturale che fisico. L’incapacità di controllare ciò che mangiamo può essere il risultato di tratti innati e influenze ambientali.
Gli esseri umani hanno da sempre dovuto cercare il cibo, adesso è il cibo che cerca noi.
Siamo continuamente bombardati da pubblicità su larga scala di alimenti, un sacco di cibi ad alto contenuto calorico e l’ossessione per la magrezza. Lo stress della vita moderna spesso ci fa rivolgere al cibo per conforto per poi tornare ad una dieta restrittiva. Il tentativo di frenare noi stessi dal soddisfarci col cibo aumenta il desiderio per il cioccolato.
Come smettere di mangiare cioccolato: consigli per frenare il desiderio
Se cerca un modo concreto per smettere di mangiare cioccolato o, meglio, per gestire la voglia senza eccessi, la strada non è la privazione totale ma la moderazione e una migliore regolarità alimentare. Se riesce a soddisfare la sua voglia di cioccolato con mezzo quadratino, lo faccia senza rimorsi. Se invece non è così fortunato/a, ecco come disintossicarsi dal cioccolato senza stress:
- Scopra se il desiderio è emotivo. Ci sono mille motivi per cui le persone bramano certi alimenti. Spesso può essere correlato a sentimenti di bassa autostima o depressione. Se è possibile identifichi quali siano i suoi veri motivi, quindi provi un approccio diverso per affrontare il problema.
- Mangi piccole quantità di cioccolato in aggiunta alla sua dieta abituale. La moderazione è la chiave e, piuttosto che evitare forzatamente del tutto la cioccolata, è meglio mangiarne poca di tanto in tanto. Una ricerca ha scoperto che le persone che si sono limitate a mangiare cioccolato entro mezz’ora da un pasto hanno a poco a poco superato la loro dipendenza.
- Se si sente annoiata/o e ha voglia di cioccolato, vada a fare una passeggiata, faccia delle commissioni, chiami un amico o legga un libro: in una parola “si svaghi“. Se riesce ad allontanare la mente dal cibo per un breve periodo di tempo, il desiderio può passare.
- Si assicuri di avere sempre cibo sano nelle vicinanze, così è possibile sostituire la voglia di cioccolato con della frutta un paio di volte al giorno. Cerchi di avere una dieta globalmente equilibrata, mangi regolarmente per evitare attacchi di fame e mangi più lentamente per assaporare meglio i cibi. Quando i livelli di zucchero nel sangue sono stabili, le voglie hanno meno probabilità di venire.
- Se pensa che sia necessario, non tenga cioccolato in casa. Chieda ad amici e parenti di non comprarglielo o anche di non mangiarne di fronte a lei!
- Infine è una buona idea fare attività fisica per bruciare calorie in eccesso e aumentare il tasso metabolico. L’esercizio rilascia anche le endorfine che contrastano lo stress, l’ansia e la depressione.
Se la voglia di cioccolato condiziona la sua alimentazione e vorrebbe un percorso personalizzato, può prenotare una consulenza con il nutrizionista e costruire insieme un piano sereno ed equilibrato.
Domande frequenti
La dipendenza da cioccolato esiste davvero?
Non come dipendenza clinica da sostanze. Gli studi indicano che si tratta soprattutto di un forte desiderio legato a fattori sensoriali, emotivi, ormonali e culturali. Le sensazioni di chi si descrive “dipendente” sono però reali e possono essere gestite con strategie alimentari e comportamentali.
Quali sono i sintomi dell’astinenza da cioccolato?
Quando si elimina bruscamente il cioccolato, alcune persone riferiscono irritabilità, calo dell’umore, nervosismo e voglia intensa. Non si tratta di una vera sindrome da astinenza, ma di un disagio legato in gran parte alla componente emotiva e abitudinaria.
Come posso sostituire la voglia di cioccolato?
Tenga a portata di mano alternative sane come frutta fresca o frutta secca, mangi a orari regolari per evitare cali di zuccheri e si conceda piccole quantità di cioccolato vicino ai pasti. Spesso distrarsi con una passeggiata o un’attività piacevole fa passare il desiderio.
Il cioccolato fondente crea meno dipendenza?
Il cioccolato fondente è spesso percepito come più “sano”, ma la voglia che genera dipende soprattutto dalla componente emotiva e abitudinaria, non solo dagli ingredienti. Anche il fondente, quindi, va gestito con moderazione.
Devo eliminare del tutto il cioccolato per guarire?
No. L’eliminazione totale tende ad aumentare il desiderio. L’approccio più efficace è la moderazione, mangiando piccole quantità senza sensi di colpa, all’interno di una dieta equilibrata. Per un percorso su misura può rivolgersi a un nutrizionista.
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Haha lo ammetto, io sono cioccolata dipendente ^_^ Grazie per i tanti buoni consigli che ci date su questo blog, ce ne fossero di così seri.
Mi sn resa conto di essere una drogata del cioccolato vado in panico se in casa o dove sn è finito lo cerco e lo penso sempre.
Vorrei tanto sapere se esiste un centro per esser aiutata a controllare la mia esagerata necessità di cioccolato.
Cara Sonia anzitutto grazie per questa tua condivisione:
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Anche io dipendente dal cioccolato o meglio da tutto ciò che è dolce ….
La dipendenza da dolce è molto più comune di quanto mi piaccia ammettere. Spesso è scatenata da emozioni negative. Sarebbe opportuno rivolgersi ad un professionista psicoterapeuta che possa risalire al problema scatenante.
credo che un trucchetto sia quello di scegliere barrette miste cioccolato e cereali o riso soffiato in modo di appagare il desiderio ma non ingurgitare troppo cioccolato