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Tirzepatide (Mounjaro) per Dimagrire: Guida Scientifica Completa

Tirzepatide (Mounjaro) per Dimagrire: Guida Scientifica Completa
05/04/2026Studio NewLifeObesità e gestione del peso

Se la semaglutide ha rappresentato una svolta nel trattamento farmacologico dell’obesità, la tirzepatide ha alzato l’asticella ancora più in alto. Con perdite di peso medie superiori al 20% del peso corporeo — un risultato che fino a pochi anni fa era considerato raggiungibile solo con la chirurgia bariatrica — la tirzepatide si è imposta come il farmaco anti-obesità più efficace attualmente disponibile.

Ma oltre ai numeri, quello che rende la tirzepatide davvero interessante dal punto di vista scientifico è il suo meccanismo d’azione unico: è il primo e unico farmaco approvato che agisce contemporaneamente su due sistemi ormonali distinti, il GLP-1 e il GIP. In questa guida analizzeremo cosa significa questo nella pratica, cosa dicono gli studi clinici, quali sono i limiti e come si inserisce nel panorama terapeutico italiano.

Cos’è la tirzepatide

La tirzepatide è un peptide sintetico di 39 amminoacidi sviluppato da Eli Lilly, la cui sequenza deriva dall’ormone GIP nativo, modificata per attivare simultaneamente i recettori di due ormoni incretinici: il GIP (polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente) e il GLP-1 (peptide glucagone-simile di tipo 1). Per questo viene definita doppio agonista recettoriale GLP-1/GIP — ed è l’unica molecola con questa doppia azione attualmente approvata a livello mondiale.

La tirzepatide ha un’emivita di circa 5 giorni, che consente la somministrazione per via sottocutanea una volta a settimana, tramite una penna preriempita.

Nomi commerciali:

  • Mounjaro: il nome con cui la tirzepatide è commercializzata in Europa e in Italia, approvato sia per il diabete di tipo 2 sia per la gestione del peso
  • Zepbound: il nome commerciale negli USA specificamente approvato per l’obesità (non disponibile in Italia con questo nome)

Il meccanismo d’azione: perché due ormoni sono meglio di uno

Per capire perché la tirzepatide è più efficace dei farmaci che agiscono solo sul GLP-1, bisogna capire cosa fa il GIP — l’ormone che la distingue da semaglutide e liraglutide.

L’azione sul GLP-1 (condivisa con semaglutide)

Come gli altri agonisti GLP-1, la tirzepatide riduce l’appetito attraverso l’azione sui centri ipotalamici della fame, rallenta lo svuotamento gastrico (aumentando il senso di pienezza) e stimola la secrezione di insulina in modo glucosio-dipendente.

L’azione sul GIP (esclusiva della tirzepatide)

Il GIP è un ormone prodotto dalle cellule K del duodeno e del digiuno, rilasciato in risposta all’assunzione di nutrienti. La sua azione nella fisiologia del peso è stata a lungo sottovalutata, ma la ricerca più recente ha rivelato che il GIP:

  • Aumenta la secrezione insulinica post-prandiale con un’efficacia potenzialmente superiore al GLP-1 stesso
  • Accelera l’ossidazione dei grassi nel tessuto adiposo
  • Riduce l’assunzione di cibo attraverso meccanismi centrali
  • Aumenta il dispendio energetico in modelli preclinici

Nei modelli animali, la stimolazione combinata dei recettori GIP e GLP-1 ha prodotto riduzioni di peso superiori a quelle ottenute con la stimolazione del solo GLP-1. Questo effetto sinergico si è poi confermato pienamente negli studi clinici sull’uomo.

Un dato tecnico che illustra bene l’ingegneria molecolare della tirzepatide: l’affinità della molecola per il recettore del GIP è equivalente a quella dell’ormone GIP nativo, mentre la sua affinità per il recettore del GLP-1 è circa 5 volte inferiore a quella del GLP-1 nativo. Ciononostante, la combinazione delle due azioni produce un effetto complessivo sulla perdita di peso nettamente superiore ai farmaci GLP-1 puri.

Cosa dicono gli studi clinici: il programma SURMOUNT

La tirzepatide per l’obesità è stata valutata nel programma SURMOUNT, una serie di trial clinici di fase 3 che hanno coinvolto oltre 5.000 partecipanti. I risultati sono stati definiti dalla comunità scientifica come “storici” per il trattamento farmacologico dell’obesità.

SURMOUNT-1 — Il trial registrativo

Pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2022, ha arruolato 2.539 adulti con obesità o sovrappeso con comorbilità, senza diabete. Durata: 72 settimane. Tre dosaggi testati contro placebo. Risultati:

DosePerdita di peso media≥ 5%≥ 10%≥ 15%≥ 20%
Tirzepatide 5 mg−16,0% (−16 kg)89%69%50%32%
Tirzepatide 10 mg−21,4% (−22 kg)96%84%71%57%
Tirzepatide 15 mg−22,5% (−24 kg)96%90%78%63%
Placebo−2,4% (−2 kg)28%14%6%1,3%

Questi numeri meritano una riflessione: alla dose massima, quasi due partecipanti su tre hanno perso almeno il 20% del proprio peso corporeo. Per un farmaco, sono risultati che si avvicinano a quelli della chirurgia bariatrica.

SURMOUNT-3 — Tirzepatide dopo intervento intensivo sullo stile di vita

In questo studio, i partecipanti hanno prima seguito un programma intensivo di 12 settimane con dieta ipocalorica, perdendo una media del 6,9% del peso. Successivamente, chi è stato randomizzato a tirzepatide ha perso un ulteriore 18,4% nelle 72 settimane successive (per un totale del 26,6% dalla baseline originale), rispetto al 2,1% in più del gruppo placebo. Questo dimostra che la tirzepatide amplifica e mantiene i risultati ottenuti con le sole modifiche dello stile di vita.

SURMOUNT-4 — Cosa succede quando si smette

Questo è lo studio chiave per comprendere i limiti della terapia. I partecipanti hanno ricevuto tirzepatide per 36 settimane, perdendo in media il 20,9% del peso. A quel punto, metà è stata randomizzata a continuare il farmaco e metà a passare al placebo.

  • Chi ha continuato la tirzepatide ha perso un ulteriore 5,5% del peso nelle 52 settimane successive
  • Chi è passato al placebo ha recuperato il 14% del peso corporeo nello stesso periodo

Il messaggio è chiaro e coerente con quanto osservato per la semaglutide: la sospensione del farmaco porta a un significativo recupero del peso, a meno che il paziente non abbia costruito durante il trattamento un set di abitudini alimentari e comportamentali in grado di sostenerlo autonomamente.

SURMOUNT-5 — Il confronto diretto con la semaglutide

Pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2025, è il primo studio head-to-head tra tirzepatide e semaglutide in soggetti con obesità senza diabete. 751 partecipanti, 72 settimane, entrambi i farmaci alla dose massima tollerata.

Risultati:

  • Tirzepatide: perdita di peso del −20,2%
  • Semaglutide: perdita di peso del −13,7%
  • Differenza statisticamente significativa (p < 0,001)

Questo conferma su base clinica diretta ciò che i confronti indiretti tra i vari studi suggerivano: la tirzepatide produce risultati significativamente superiori alla semaglutide in termini di riduzione del peso.

Effetti collaterali

Il profilo di sicurezza della tirzepatide è simile a quello degli agonisti GLP-1 puri, con effetti indesiderati prevalentemente gastrointestinali.

Effetti comuni (che tendono a ridursi nel tempo):

  • Nausea (il più frequente, soprattutto durante la titolazione)
  • Diarrea
  • Vomito
  • Stipsi
  • Dolore addominale
  • Riduzione dell’appetito (che è anche parte dell’effetto terapeutico)

Nello studio SURMOUNT-1, gli effetti gastrointestinali sono stati classificati come lievi o moderati nella grande maggioranza dei casi e si sono concentrati durante il periodo di escalation del dosaggio. Il tasso di interruzione del trattamento per effetti collaterali è stato del 4,3-7,1% con tirzepatide (a seconda della dose) vs 2,6% con placebo.

Effetti rari ma clinicamente rilevanti:

  • Pancreatite acuta (rara, come per tutti i farmaci incretinici)
  • Colelitiasi (calcoli biliari, associata alla rapida perdita di peso)
  • Possibile rischio di ipoglicemia se associata a insulina o sulfaniluree (in pazienti diabetici)

Controindicazioni:

  • Ipersensibilità alla tirzepatide o agli eccipienti
  • Gravidanza e allattamento
  • Negli USA, boxed warning FDA per tumori tiroidei a cellule C (basato su studi preclinici nei roditori) — questo warning non è presente nella scheda tecnica EMA, ma la tirzepatide resta controindicata in pazienti con storia personale o familiare di carcinoma midollare della tiroide o sindrome MEN2
  • Malattie gastrointestinali gravi (es. malattie infiammatorie intestinali, gastroparesi severa)

Posologia e titolazione

La tirzepatide si somministra per via sottocutanea una volta a settimana. La titolazione è graduale:

SettimaneDose settimanale
1–42,5 mg
5–85 mg
9–127,5 mg
13–1610 mg
17–2012,5 mg
dalla 21 in poi15 mg (dose massima)

La dose di mantenimento viene stabilita dal medico in base alla risposta individuale e alla tollerabilità. Non tutti i pazienti raggiungono o necessitano della dose massima di 15 mg: nello studio SURMOUNT-1, anche la dose di 10 mg ha prodotto risultati eccellenti (−21,4% di perdita di peso).

Disponibilità e costi in Italia

La tirzepatide (Mounjaro) è disponibile in Italia dal mese di ottobre 2024. Ecco la situazione regolatoria aggiornata:

Per il diabete di tipo 2:

  • Dal 23 febbraio 2025, Mounjaro è in Classe A (rimborsabile dal SSN) per il trattamento del diabete mellito di tipo 2 negli adulti, secondo i criteri della Nota AIFA 100
  • La prescrizione è possibile sia per medici specialisti (diabetologi, endocrinologi, internisti) sia per medici di medicina generale, tramite il sistema Tessera Sanitaria

Per la gestione del peso (obesità):

  • L’indicazione per l’obesità è stata approvata dall’EMA, ma in Italia non è rimborsabile dal SSN
  • Il costo è interamente a carico del paziente: circa 300-500 euro al mese, variabile in base al dosaggio
  • La prescrizione richiede ricetta medica, generalmente da parte di uno specialista (endocrinologo, diabetologo, internista)

In prospettiva, la Legge n. 741/2025 (Legge Pella), che riconosce l’obesità come malattia cronica e la inserisce nei LEA, potrebbe in futuro aprire scenari di rimborsabilità anche per l’indicazione di gestione del peso, ma i decreti attuativi non sono ancora stati definiti.

Tirzepatide vs Semaglutide: quale scegliere?

Questa è la domanda che molti si pongono, e la risposta non è semplice come “quella che fa perdere più peso”.

In termini di pura efficacia sulla perdita di peso, i dati dello studio SURMOUNT-5 parlano chiaro: la tirzepatide è significativamente superiore alla semaglutide (−20,2% vs −13,7%).

Tuttavia, ci sono diversi fattori che rendono la scelta più articolata:

  • Evidenze cardiovascolari: la semaglutide ha dati robusti dal trial SELECT che dimostrano una riduzione del 20% degli eventi cardiovascolari maggiori in soggetti non diabetici con malattia CV preesistente. Per la tirzepatide, studi cardiovascolari di analoga portata sono in corso (trial SURPASS-CVOT) ma i risultati non sono ancora disponibili. Lo studio SUMMIT ha mostrato benefici nello scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata, ma non è direttamente comparabile
  • Disponibilità e accesso: entrambi i farmaci sono disponibili in Italia, ma nessuno è rimborsabile per l’indicazione di gestione del peso
  • Costo: la tirzepatide tende ad essere leggermente più costosa della semaglutide per l’indicazione obesità
  • Tollerabilità individuale: il profilo di effetti collaterali è simile, ma la risposta può variare da persona a persona

La scelta tra i due farmaci va discussa con il medico specialista, in base al quadro clinico individuale, alle comorbilità presenti e agli obiettivi terapeutici.

Il mio punto di vista come Nutrizionista

I numeri della tirzepatide sono impressionanti, non c’è dubbio. Perdite di peso medie superiori al 20%, con oltre il 60% dei pazienti che raggiunge il −20%, sono risultati che cambiano concretamente la prognosi metabolica dei pazienti con obesità.

Ma il dato che mi interessa di più — e che dovrebbe interessare chiunque stia valutando questo percorso — è quello dello studio SURMOUNT-4: alla sospensione del farmaco, il peso torna a salire. In media, del 14% in un anno.

Questo ci dice che la tirzepatide è uno strumento potentissimo, ma il suo valore dipende interamente da come viene utilizzata all’interno di un percorso più ampio. Quei mesi (o anni) in cui il farmaco riduce la fame e facilita il controllo alimentare sono una finestra terapeutica: un’opportunità per rieducare il rapporto con il cibo, costruire competenze nutrizionali solide e introdurre un’attività fisica regolare.

Chi affronta la terapia con tirzepatide senza un piano nutrizionale personalizzato e senza un supporto comportamentale sta, di fatto, investendo centinaia di euro al mese in un risultato temporaneo. Chi invece sfrutta quella finestra con un team multidisciplinare — medico prescrittore, Biologo Nutrizionista, eventualmente psicologo — sta costruendo le basi per un risultato duraturo.


Per una panoramica completa di tutti i farmaci anti-obesità disponibili in Italia, consulta la guida: Farmaci per Dimagrire: Guida Scientifica Completa


Fonti e riferimenti

  • Jastreboff AM et al., Tirzepatide Once Weekly for the Treatment of Obesity (SURMOUNT-1), NEJM 2022; 387: 205-216
  • Wadden TA et al., Tirzepatide after intensive lifestyle intervention in adults with overweight or obesity (SURMOUNT-3), NEJM 2023
  • Aronne LJ et al., Continued Treatment With Tirzepatide for Maintenance of Weight Reduction (SURMOUNT-4), JAMA 2024; 331: 38-48
  • Aronne LJ et al., Tirzepatide as Compared with Semaglutide for the Treatment of Obesity (SURMOUNT-5), NEJM 2025
  • SIE — Società Italiana di Endocrinologia, Arrivato in Italia Tirzepatide, ottobre 2024
  • AIFA — Determina n. 223/2025, Riclassificazione di Mounjaro in Classe A per diabete T2
  • AIFA — Nota AIFA 100, criteri di prescrivibilità tirzepatide
  • EMA — Mounjaro EPAR (European Public Assessment Report)
  • Legge n. 741/2025 — Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità

Articolo scritto dal Dott. Giuseppe Scopelliti, Biologo Nutrizionista (Ordine dei Biologi dell’Emilia-Romagna e delle Marche, n. ERM_A03278). Ultimo aggiornamento: aprile 2026.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non sostituisce in alcun modo il consulto medico. La tirzepatide è un farmaco soggetto a prescrizione medica: per qualsiasi decisione relativa al suo utilizzo, rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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