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Come preparare il corpo alla gravidanza: dieta dei 90 giorni

Come preparare il corpo alla gravidanza: dieta dei 90 giorni
14/07/2026Studio NewLifeNutrizionista

La dieta preconcezionale dovrebbe iniziare almeno 90-100 giorni prima del concepimento, non dopo il test di gravidanza positivo. In questo periodo maturano gli ovociti destinati all’ovulazione e si forma il nuovo pool di spermatozoi: lo stato nutrizionale di entrambi i genitori in questa finestra influenza direttamente la qualità dei gameti e, secondo la scienza del DOHaD, la salute del futuro bambino a lungo termine.

Dieta preconcezionale: l’insieme di scelte alimentari e nutrizionali adottate nei mesi che precedono il concepimento, con l’obiettivo di ottimizzare la fertilità e la qualità dei gameti maschili e femminili.

Dieta preconcezionale: cos’è e perché inizia prima del test di gravidanza

La maggior parte delle coppie associa l’attenzione alimentare alla gravidanza già in corso: si riduce l’alcol, si evita il pesce crudo, si inizia (spesso in ritardo) l’acido folico. Questo approccio, per quanto meglio di niente, arriva sistematicamente troppo tardi rispetto alla biologia della riproduzione.

Quando il test è positivo, l’embrione ha già iniziato il suo sviluppo da 2-3 settimane, e l’ovocita che lo ha generato ha già completato l’intero processo di maturazione — un processo che dura mesi, non giorni. È qui che si gioca gran parte della partita nutrizionale, come ho già approfondito parlando di dieta e fertilità, tra evidenze scientifiche e marketing.

Le linee guida SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) e il Ministero della Salute, nelle indicazioni sulla gravidanza fisiologica, raccomandano ormai esplicitamente di intervenire sullo stato nutrizionale e sullo stile di vita già in fase preconcezionale, non solo per la prevenzione dei difetti congeniti ma per l’ottimizzazione dell’intero percorso riproduttivo.

I 90 giorni prima del concepimento: la finestra biologica di folliculogenesi e spermatogenesi

I 90-100 giorni precedenti il concepimento corrispondono al tempo necessario per la maturazione follicolare completa e per un ciclo di spermatogenesi: è la finestra in cui l’ambiente nutrizionale materno e paterno può realmente incidere sulla qualità dei gameti.

Il follicolo ovarico che verrà selezionato per l’ovulazione inizia il suo percorso di crescita circa 90 giorni prima, attraversando fasi sensibili allo stress ossidativo, alla disponibilità di micronutrienti e all’equilibrio ormonale. Nello stesso arco temporale, negli uomini si completa un intero ciclo di spermatogenesi (circa 74 giorni più il transito epididimale), durante il quale la qualità del DNA spermatico può essere influenzata da fattori nutrizionali, ossidativi e metabolici.

Questo concetto è al centro della pubblicazione di Fleming e colleghi apparsa su The Lancet nel 2018, \”Origins of lifetime health around the time of conception: causes and consequences\”, che colloca il periodo periconcezionale come momento cruciale per la programmazione epigenetica della salute futura del nascituro, secondo il paradigma DOHaD (Developmental Origins of Health and Disease).

Cosa significa in pratica per una coppia

    • La correzione di eventuali carenze nutrizionali va pianificata con anticipo, non improvvisata.
    • Le variazioni del ciclo mestruale legate all’alimentazione — su cui trovi approfondimenti dedicati parlando di alimentazione e ciclo mestruale — sono un primo indicatore utile per valutare lo stato metabolico prima ancora di cercare una gravidanza.
    • Il partner maschile ha un ruolo nutrizionale altrettanto rilevante, spesso ignorato nella comunicazione standard.

Acido folico preconcepimento: prevenzione e regolazione epigenetica

L’acido folico va assunto almeno un mese prima del concepimento e per tutto il primo trimestre, non solo per prevenire i difetti del tubo neurale, ma perché interviene nei processi di metilazione del DNA che regolano l’espressione genica dell’embrione.

Il ruolo classico del folato — riduzione del rischio di spina bifida e anencefalia — è noto da decenni e riconosciuto da OMS e Ministero della Salute, che raccomandano un’integrazione di 400 microgrammi al giorno di acido folico dalle 4 settimane precedenti il concepimento fino al termine del primo trimestre. Meno diffusa nella comunicazione al pubblico è la sua funzione come donatore di gruppi metilici nel ciclo dell’omocisteina, fondamentale per la metilazione del DNA: un meccanismo epigenetico che modula quali geni vengono “accesi” o “spenti” durante lo sviluppo embrionale.

Una carenza di folato nel periodo periconcezionale non compromette solo la chiusura del tubo neurale, ma può alterare pattern di metilazione che si mantengono per tutta la vita del bambino, con potenziali ripercussioni metaboliche documentate in studi epidemiologici e modelli animali richiamati proprio dalla letteratura DOHaD.

Chi ha bisogno di dosaggi personalizzati

Le donne con mutazioni del gene MTHFR, con storia di difetti del tubo neurale in gravidanze precedenti, o in terapia con farmaci antiepilettici, possono necessitare di dosaggi superiori o di forme attive del folato (5-metiltetraidrofolato). Questa valutazione va sempre fatta insieme al ginecologo o al nutrizionista, non in autogestione.

Peso corporeo e qualità ovociti: alimentazione prima della gravidanza

Sì, il peso corporeo e la composizione corporea influenzano direttamente la qualità degli ovociti e la regolarità ovulatoria: sia il sottopeso sia l’eccesso di massa grassa alterano l’ambiente ormonale follicolare e aumentano il rischio di complicanze gravidiche.

Un BMI fuori range (sia troppo basso sia troppo alto) si associa a maggiore irregolarità del ciclo, alterata qualità ovocitaria e, in caso di eccesso ponderale, a un ambiente infiammatorio e insulino-resistente che peggiora la maturazione follicolare. Anche negli uomini, l’obesità è correlata a una ridotta qualità dello sperma, in termini di motilità e frammentazione del DNA.

Il punto chiave, spesso trascurato, è temporale: il recupero di un peso e di una composizione corporea adeguati va pianificato prima del concepimento, con un percorso graduale e non restrittivo. Iniziare una dieta ipocalorica aggressiva a gravidanza già iniziata è controproducente e sconsigliato dalle linee guida, perché il fabbisogno energetico ed elettrolitico dell’embrione va tutelato, non sacrificato a un dimagrimento tardivo.

Per impostare un percorso di riequilibrio ponderale realistico e personalizzato, calcolare correttamente il proprio fabbisogno calorico è il primo passo: puoi farlo in modo strutturato con NutriGenius, che permette di pianificare i pasti e monitorare l’apporto nutrizionale nel tempo.

Vuoi impostare un piano nutrizionale preconcezionale su misura? Prenota una visita nutrizionale presso lo Studio New Life a Bologna o Milano: valuteremo insieme stato nutrizionale, composizione corporea ed eventuali carenze da correggere prima della ricerca di una gravidanza.

Micronutrienti spesso trascurati: iodio, vitamina D, ferro e omega-3

Oltre all’acido folico, quattro micronutrienti meritano attenzione specifica in fase preconcezionale: iodio, vitamina D, ferro e DHA (omega-3), tutti coinvolti nello sviluppo neurologico fetale e nella qualità dell’impianto embrionale.

    • Iodio: essenziale per la sintesi degli ormoni tiroidei materni, che regolano lo sviluppo neurologico fetale fin dalle primissime settimane. L’ISS raccomanda l’uso di sale iodato e, in molti casi, un’integrazione specifica già in fase preconcezionale, poiché una carenza anche lieve può passare inosservata ma incidere sullo sviluppo cognitivo del bambino.
    • Vitamina D: la carenza, molto diffusa nella popolazione italiana soprattutto nei mesi invernali, è associata a minore probabilità di impianto embrionale e a un maggior rischio di complicanze come la preeclampsia. Una valutazione dei livelli sierici prima del concepimento consente di correggere l’eventuale deficit con largo anticipo.
    • Ferro: le riserve marziali (ferritina) andrebbero verificate prima della gravidanza, perché il fabbisogno aumenta rapidamente già nel primo trimestre. Partire con depositi adeguati riduce il rischio di anemia gestazionale.
    • Omega-3 DHA: fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso centrale fetale, va garantito attraverso il consumo regolare di pesce azzurro o, quando necessario, tramite integrazione mirata.

Per idee pratiche su come inserire questi nutrienti nella dieta quotidiana — dal pesce azzurro alle fonti vegetali di ferro — trovi spunti concreti su A Tavola col Nutrizionista, dove approfondisco ricette e strategie pratiche in cucina.

Anche l’apporto proteico merita attenzione già in questa fase, soprattutto per chi segue un’alimentazione vegetariana o vegana: ne parlo nel dettaglio nell’articolo su proteine in gravidanza, fonti animali e vegetali.

Alimentazione maschile preconcezionale: la qualità dello sperma conta

La dieta paterna nei tre mesi precedenti il concepimento influenza direttamente la qualità dello sperma, in termini di concentrazione, motilità e integrità del DNA spermatico, ma resta uno degli aspetti meno comunicati nei contenuti divulgativi standard.

Lo stress ossidativo è uno dei principali nemici della qualità spermatica: un’alimentazione povera di antiossidanti (vitamina C, vitamina E, zinco, selenio) e ricca di zuccheri raffinati, alcol e alimenti ultra-processati si associa a maggiore frammentazione del DNA spermatico, con possibili ripercussioni sulla qualità embrionale e sul tasso di impianto.

Alcuni fattori maschili da correggere nella finestra dei 90 giorni preconcezionali:

    • Riduzione del consumo di alcol e cessazione del fumo, entrambi correlati a stress ossidativo spermatico.
    • Gestione del peso corporeo, poiché l’obesità maschile altera anche il profilo ormonale (testosterone/estrogeni).
    • Adeguato apporto di zinco, selenio e acido folico, coinvolti nella sintesi e nella protezione del DNA spermatico.
    • Moderazione dell’esposizione al calore prolungato (sauna, indumenti stretti), che può ridurre transitoriamente la qualità del liquido seminale.

Coinvolgere il partner nel percorso nutrizionale preconcezionale non è un dettaglio accessorio: la ricerca sul DOHaD conferma che il contributo paterno alla programmazione epigenetica dell’embrione è tutt’altro che marginale.

Dieta preconcezionale: da dove iniziare in pratica

Un percorso preconcezionale ben impostato prevede una valutazione dello stato nutrizionale di entrambi i partner, la correzione di eventuali carenze documentate con esami mirati, e un adeguamento graduale di peso e composizione corporea quando necessario, senza attendere l’esito del test di gravidanza.

Questo significa, concretamente, programmare esami ematochimici mirati (folati, ferritina, vitamina D, funzionalità tiroidea), impostare l’integrazione di acido folico con congruo anticipo, e strutturare un piano alimentare realistico che tenga conto del punto di partenza individuale, non di protocolli generici trovati online.

Se vuoi tenere traccia in modo sistematico delle tue abitudini alimentari nei mesi che precedono la ricerca di una gravidanza, un valido alleato pratico è il Diario Alimentare: annotare pasti, sintomi e sensazioni ti aiuterà, insieme al tuo nutrizionista, a individuare margini di miglioramento concreti prima ancora di iniziare il percorso.

Dott. Giuseppe Scopelliti – Biologo Nutrizionista (Ordine dei Biologi Emilia-Romagna e Marche, n. ERM_A03278)

Riceve a Bologna (Via Marconi 47) e Milano (Via Albricci 9).

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