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Proteine in gravidanza: animali o vegetali? La scienza risponde (e sfata 3 falsi miti estivi)

Proteine in gravidanza: animali o vegetali? La scienza risponde (e sfata 3 falsi miti estivi)
14/06/2026Studio NewLifeAlimentazione & Benessere

Le proteine in gravidanza non si scelgono in base alla fonte — animale o vegetale — ma in base alla completezza aminoacidica e alla biodisponibilità reale di ciò che si porta in tavola. La fonte è secondaria: ciò che conta è che ogni giorno vengano coperti tutti e 9 gli aminoacidi essenziali nelle quantità adeguate. Questa distinzione cambia tutto, soprattutto nel secondo trimestre, quando la crescita fetale accelera e un deficit proteico anche lieve può avere conseguenze misurabili sullo sviluppo. Eppure molte future mamme, nel tentativo di mangiare “sano e sicuro”, finiscono per ridurre proprio le fonti proteiche più dense — il pesce, le uova, i latticini — lasciando un vuoto nutrizionale difficile da colmare.

Fabbisogno proteico in gravidanza: quantità aggiuntiva di proteine, rispetto al fabbisogno basale, necessaria a sostenere la sintesi di nuovi tessuti materni e fetali, la formazione della placenta e l’espansione del volume plasmatico.

Fabbisogno proteico in gravidanza: i numeri che contano davvero

Il fabbisogno proteico in gravidanza aumenta in modo progressivo lungo i tre trimestri. I LARN 2014 della SINU indicano un incremento di circa +1 g/die nel primo trimestre, +8 g/die nel secondo e +26 g/die nel terzo trimestre rispetto al valore di riferimento per la donna adulta (0,9 g/kg/die). L’EFSA, nel suo Scientific Opinion on Dietary Reference Values for Protein (2012), indica un fabbisogno aggiuntivo medio in gravidanza di +10 g/die, con incremento progressivo nei trimestri successivi — non un valore fisso uguale per tutti e tre.

Per una donna di 60 kg con gravidanza al secondo trimestre, si parla di circa 60–70 g di proteine al giorno, che salgono a oltre 80 g nel terzo. Non sono numeri difficili da raggiungere con un’alimentazione varia, ma diventano critici quando si eliminano intere categorie alimentari senza una sostituzione adeguata.

Approfondisco il tema del fabbisogno proteico per la popolazione generale — utile come baseline di riferimento — nell’articolo quante proteine al giorno servono agli adulti sedentari.

Proteine animali vs vegetali in gravidanza: il dibattito mal posto

La domanda “meglio animali o vegetali?” è mal formulata perché presuppone che la fonte sia il discriminante principale. Non lo è. Il vero discriminante è la qualità aminoacidica e la biodisponibilità — cioè quanta parte delle proteine ingerite viene effettivamente assorbita e utilizzata dall’organismo.

Il profilo aminoacidico: perché è centrale

Le proteine sono composte da 20 aminoacidi, di cui 9 essenziali (EAA) che il corpo non sintetizza e deve ottenere dalla dieta. Le fonti animali — carne, pesce, uova, latticini — contengono tutti e 9 in proporzioni adeguate. La maggior parte delle fonti vegetali singole è invece carente in uno o più EAA: i cereali difettano di lisina, i legumi di metionina e cisteina. La soia ha un profilo aminoacidico più completo rispetto agli altri legumi, ma rimane inferiore alle proteine dell’uovo in termini di digeribilità e punteggio DIAAS.

Il WHO/FAO/UNU (2007), nel Technical Report Series 935, ha formalizzato il concetto di DIAAS (Digestible Indispensable Amino Acid Score), che misura la qualità proteica tenendo conto sia della composizione aminoacidica sia della digeribilità ileale. Le proteine dell’uovo e del latte raggiungono punteggi DIAAS pari o superiori a 1,0; i legumi si attestano intorno a 0,6–0,8; i cereali anche meno. È importante precisare che il DIAAS ha sostituito il precedente indice PDCAAS come metodo raccomandato da FAO/WHO per la valutazione della qualità proteica.

Questo non significa che le proteine vegetali siano inutili in gravidanza. Significa che la combinazione intelligente — legumi con cereali, tofu con sesamo, hummus con pane integrale — è indispensabile per chi riduce o elimina le fonti animali. Piccoli et al. (2015), sulla rivista BJOG, hanno analizzato gli esiti di gravidanza nelle donne vegetariane e vegane, concludendo che le diete vegane in gravidanza non sono intrinsecamente pericolose ma richiedono pianificazione nutrizionale rigorosa e supplementazione mirata, in particolare di vitamina B12, ferro, iodio e acidi grassi omega-3 a catena lunga.

Biodisponibilità: non è solo questione di quantità

Le proteine vegetali contengono spesso antinutrienti — fitati, ossalati, inibitori delle proteasi — che riducono l’assorbimento degli aminoacidi. La cottura prolungata, l’ammollo dei legumi (con cambio dell’acqua), la fermentazione (come nel tempeh o nel miso) e la germinazione aumentano significativamente la biodisponibilità. Chi segue una dieta prevalentemente vegetale in gravidanza deve conoscere queste tecniche, non limitarsi a contare i grammi di proteine sull’etichetta.

3 falsi miti estivi sulle proteine in gravidanza (da sfatare subito)

L’estate porta con sé caldo, voglia di leggerezza e, purtroppo, una serie di credenze alimentari che circolano rapidamente tra le future mamme. Ecco tre falsi miti particolarmente diffusi e controproducenti.

Mito #1: “In estate è meglio evitare il pesce per il rischio mercurio”

Il rischio mercurio esiste, ma riguarda specifiche specie ittiche di grandi dimensioni e lunga vita: pesce spada, tonno pinna azzurra (non il tonno in scatola al naturale, che proviene da specie più piccole), squalo, luccio, marlin. Il pesce azzurro estivo — sgombro, sardine, alici fresche, palamita — ha un contenuto di metilmercurio trascurabile, è ricco di proteine ad alto valore biologico (circa 18–20 g per 100 g) e fornisce DHA ed EPA, fondamentali per lo sviluppo neurologico fetale. L’EFSA e il Ministero della Salute raccomandano il consumo di pesce a basso contenuto di mercurio in gravidanza 2–3 volte a settimana, indicando esplicitamente le specie da limitare e quelle da privilegiare.

Eliminare il pesce per paura generica del mercurio significa rinunciare a una delle migliori fonti proteiche estive senza un fondamento scientifico.

Mito #2: “Le uova vanno eliminate per la salmonella”

La Salmonella viene inattivata dalla cottura: un uovo sodo, strapazzato o in frittata non rappresenta alcun rischio se cotto correttamente (tuorlo e albume completamente solidificati). Le preparazioni da evitare in gravidanza sono quelle con uova crude o parzialmente cotte: uovo all’occhio di bue con tuorlo liquido, zabaione, maionese casalinga, tiramisù tradizionale. Le uova completamente cotte sono invece una fonte proteica eccezionale: contengono tutti gli EAA, colina — nutriente critico per lo sviluppo cerebrale e del tubo neurale fetale — e vitamina D. Eliminarle per paura della salmonella è una misura sproporzionata e nutrizionalmente controproducente.

Mito #3: “Mangio poco per non aumentare troppo di peso e non appesantire il bambino”

La restrizione calorica volontaria in gravidanza, specialmente nel secondo e terzo trimestre, è tra i comportamenti più rischiosi che una futura mamma possa adottare. Il guadagno di peso gestazionale raccomandato dall’Institute of Medicine (IOM, 2009) varia in base al BMI pre-gravidanza e non è un parametro da “ottimizzare verso il basso”. Un apporto proteico inadeguato nel secondo trimestre compromette la sintesi degli organi fetali, la formazione della placenta e la riserva muscolare materna necessaria per il travaglio, il parto e l’allattamento. Ridurre l’apporto calorico-proteico non equivale a stare meglio: equivale a privare il feto delle risorse di cui ha bisogno nelle fasi più critiche dello sviluppo.


Stai vivendo la gravidanza e hai dubbi sul tuo piano alimentare? Una visita nutrizionale personalizzata è il modo più efficace per costruire un’alimentazione adeguata ai tuoi bisogni reali, settimana per settimana. Prenota il tuo appuntamento nello studio di Bologna o Milano →


Confronto scientifico tra fonti proteiche: tabella pratica per l’estate

La tabella seguente confronta le principali fonti proteiche disponibili in estate, con indicazioni su qualità aminoacidica, biodisponibilità e sicurezza in gravidanza. I valori proteici si riferiscono a 100 g di alimento cotto o tal quale dove indicato.

AlimentoProteine (g/100 g)Qualità aminoacidicaBiodisponibilitàNote per la gravidanza
Uovo intero (sodo)13Completa (DIAAS ~1,1)AltaOttima fonte di colina; evitare crudo o poco cotto
Sardine / alici fresche20CompletaAltaRicche di DHA/EPA; contenuto di mercurio basso
Sgombro fresco19CompletaAltaOttimo in estate; preferire fresco o surgelato
Ricotta di mucca11CompletaAltaLatticino pastorizzato: sicuro; buona fonte di calcio
Legumi cotti (ceci, fagioli)7–9Parziale (carenti in metionina)Media (migliorabile con ammollo e cottura)Combinare con cereali per profilo aminoacidico completo
Tofu8–12DiscretaMediaPreferire tempeh (fermentato) per maggiore biodisponibilità
Pollo / tacchino (petto)22–24CompletaAltaCarne bianca ben cotta: sicura e versatile
Lenticchie rosse cotte8ParzialeMedia-buonaRicche di ferro non-eme; abbinare una fonte di vitamina C

Dieta in gravidanza in estate: piano alimentare settimanale nel secondo trimestre

Il piano seguente è orientativo e pensato per una donna al secondo trimestre (circa 20–28 settimane) con gravidanza fisiologica, normopeso, senza patologie o allergie specifiche. Non sostituisce una valutazione personalizzata. Per strutturare un piano su misura — calcolando il tuo fabbisogno effettivo e monitorando l’apporto giornaliero — puoi usare NutriGenius, lo strumento che consiglio per la pianificazione e il monitoraggio alimentare quotidiano.

Lunedì

  • Colazione: yogurt greco bianco (150 g) + frutta fresca di stagione + 2 noci
  • Pranzo: pasta integrale con alici fresche, pomodorini e origano
  • Spuntino: ricotta (80 g) con miele e mandorle
  • Cena: insalata di ceci, cetrioli, pomodori, basilico + uovo sodo + pane integrale

Martedì

  • Colazione: pane di segale + ricotta + frutta a fette
  • Pranzo: riso basmati con lenticchie rosse e zucchine al vapore (+ succo di limone per migliorare l’assorbimento del ferro)
  • Spuntino: kefir (150 ml) + una manciata di frutti di bosco
  • Cena: sgombro fresco al forno con patate e insalata verde

Mercoledì

  • Colazione: fiocchi d’avena con latte vaccino (o bevanda di soia arricchita in calcio e vitamina D) + mirtilli
  • Pranzo: petto di pollo grigliato + farro con verdure estive + pomodori
  • Spuntino: 2 uova sode + carote crude
  • Cena: vellutata di piselli + crostini integrali + parmigiano grattugiato

Giovedì

  • Colazione: yogurt bianco + semi di chia + fragole o pesche
  • Pranzo: sardine fresche alla griglia + insalata di farro, fagioli bianchi, pomodori secchi
  • Spuntino: formaggio fresco pastorizzato (es. mozzarella, 50 g) + pane
  • Cena: frittata di 2 uova con zucchine e menta (ben cotta) + pane integrale + insalata

Venerdì

  • Colazione: pane integrale + burro di mandorle + banana
  • Pranzo: insalata di riso con tonno al naturale (max 1 volta/settimana, preferire specie a basso contenuto di mercurio come il tonno pinna gialla), mais, peperoni, olive
  • Spuntino: hummus di ceci + bastoncini di sedano e carota
  • Cena: tacchino al vapore con salsa allo yogurt + couscous + cetrioli

Sabato

  • Colazione: pancakes di avena con ricotta e miele
  • Pranzo: pasta e fagioli (versione estiva leggera) + parmigiano + basilico
  • Spuntino: latte + fette biscottate integrali
  • Cena: polpo lesso (fonte proteica magra, basso contenuto di mercurio) + patate al vapore + insalata

Domenica

  • Colazione: uova strapazzate (2, ben cotte) con pomodori + pane di segale
  • Pranzo: salmone al vapore o al forno + quinoa con verdure grigliate
  • Spuntino: frullato di yogurt greco, pesca e mandorle
  • Cena: zuppa di lenticchie con curcuma + pane integrale tostato

Per ricette dettagliate su alcuni di questi piatti — come la pasta con le alici fresche o l’hummus di ceci — puoi trovare preparazioni pratiche su A Tavola col Nutrizionista, pensate per un’alimentazione sana e gustosa nella vita di tutti i giorni.

Proteine vegetali in gravidanza: quando bastano e quando no

Le proteine vegetali sono sufficienti in gravidanza a determinate condizioni. Una dieta latto-ovo-vegetariana ben strutturata raggiunge senza difficoltà il fabbisogno proteico, grazie a uova e latticini che compensano i gap aminoacidici dei vegetali. Una dieta vegana in gravidanza è invece considerata ad alto rischio nutrizionale se non pianificata con precisione e non integrata con vitamina B12 (supplementazione obbligatoria), vitamina D, iodio, DHA di origine algale e ferro biodisponibile.

Piccoli et al. (2015) evidenziano che gli esiti neonatali peggiori nelle diete vegane in gravidanza non riguardano tanto la fonte proteica in sé, quanto le carenze micronutrizionali associate — in primis B12, ferro e DHA. Questo conferma che il focus deve spostarsi dalla domanda “animali o vegetali?” alla domanda “il mio piano alimentare è completo sotto tutti i profili nutrizionali?”

Per capire come le proteine si inseriscono nel contesto più ampio della dieta mediterranea — il modello alimentare raccomandato anche in gravidanza — leggi l’articolo proteine nella dieta mediterranea.

Se stai pensando di proseguire con un’alimentazione attenta anche durante l’allattamento, puoi trovare indicazioni specifiche nell’articolo cosa mangiare durante l’allattamento.

Conclusione: la fonte non è il problema, la pianificazione sì

Il dibattito “proteine animali vs vegetali in gravidanza” è uno pseudo-problema che distrae dall’unica domanda che conta: il tuo piano alimentare ti fornisce ogni giorno tutti gli aminoacidi essenziali nelle quantità adeguate, con una biodisponibilità effettiva? Se la risposta è sì, la fonte è secondaria. Se la risposta è “non lo so”, è il momento di fare chiarezza con un professionista.

Eliminare categorie alimentari in gravidanza per paure non fondate — il pesce per il mercurio, le uova per la salmonella, i latticini per il colesterolo — è tra i comportamenti più controproducenti che si possano adottare in un periodo in cui i fabbisogni nutrizionali sono al loro picco fisiologico.


Vuoi portare a casa uno strumento concreto per costruire un’abitudine alimentare consapevole, in gravidanza e oltre? Il Diario Alimentare è uno strumento pratico che ho selezionato per supportare chi vuole tenere traccia di quello che mangia giorno dopo giorno, con metodo e continuità.


Domande Frequenti

Quante proteine servono al giorno in gravidanza?

Il fabbisogno proteico in gravidanza dipende dal trimestre e dal peso corporeo. Secondo i LARN 2014 (SINU), l’incremento rispetto al fabbisogno basale è di circa +1 g/die nel primo trimestre, +8 g/die nel secondo e +26 g/die nel terzo. Per una donna di 60 kg al secondo trimestre, questo si traduce in circa 60–70 g di proteine totali al giorno, che salgono a oltre 80 g nel terzo. L’EFSA (2012) indica un incremento medio di +10 g/die, con progressione nei trimestri. Questi valori sono facilmente raggiungibili con un’alimentazione varia, ma diventano critici se si eliminano intere categorie alimentari senza sostituzione adeguata.

Le proteine vegetali sono sufficienti in gravidanza?

Dipende dal tipo di dieta. Una dieta latto-ovo-vegetariana ben pianificata copre senza problemi il fabbisogno proteico in gravidanza, poiché uova e latticini completano il profilo aminoacidico dei vegetali. Una dieta completamente vegana è invece ad alto rischio nutrizionale se non integrata con vitamina B12 (obbligatoria), vitamina D, iodio, DHA algale e ferro. Le proteine vegetali singole sono spesso carenti in uno o più aminoacidi essenziali — i cereali difettano di lisina, i legumi di metionina — e devono essere combinate strategicamente (es. legumi + cereali). La fermentazione e l’ammollo migliorano significativamente la biodisponibilità.

Quale pesce è sicuro mangiare in gravidanza d’estate?

Il pesce azzurro estivo — sardine, alici fresche, sgombro, palamita — è sicuro e raccomandato in gravidanza 2–3 volte a settimana. Queste specie hanno un contenuto di metilmercurio trascurabile e forniscono proteine ad alto valore biologico e acidi grassi DHA ed EPA, fondamentali per lo sviluppo neurologico fetale. Le specie da limitare o evitare sono quelle di grandi dimensioni e lunga vita: pesce spada, squalo, marlin, tonno pinna azzurra. Il tonno in scatola al naturale (da specie più piccole come il pinna gialla) può essere consumato con moderazione, non più di una volta a settimana. L’indicazione di evitare il pesce in toto per paura del mercurio è scientificamente infondata.

È vero che le uova vanno evitate in gravidanza per la salmonella?

No. Le uova completamente cotte — sode, strapazzate, in frittata ben cotta — non comportano alcun rischio da Salmonella, perché il batterio viene inattivato dalla cottura (tuorlo e albume devono essere entrambi solidificati). Le preparazioni da evitare in gravidanza sono quelle con uova crude o parzialmente cotte: uova all’occhio di bue con tuorlo liquido, zabaione, maionese casalinga, tiramisù tradizionale. Le uova cotte sono invece una delle migliori fonti proteiche in gravidanza: contengono tutti gli aminoacidi essenziali, colina (nutriente critico per lo sviluppo cerebrale fetale) e vitamina D. Eliminarle del tutto è una misura sproporzionata e nutrizionalmente controproducente.

Cosa si intende per DIAAS e perché è importante scegliere le proteine in gravidanza?

Il DIAAS (Digestible Indispensable Amino Acid Score) è l’indice attualmente raccomandato da FAO/WHO per valutare la qualità proteica degli alimenti. Misura sia la composizione aminoacidica sia la digeribilità ileale delle proteine, fornendo un’indicazione più precisa rispetto al precedente PDCAAS. Un punteggio DIAAS pari o superiore a 1,0 indica una proteina “completa” in grado di soddisfare il fabbisogno di tutti gli aminoacidi essenziali: le proteine del latte e dell’uovo rientrano in questa categoria. I legumi si attestano intorno a 0,6–0,8 e i cereali spesso anche meno. In gravidanza, conoscere il DIAAS aiuta a capire perché combinare le fonti vegetali non è facoltativo, ma necessario per garantire un apporto aminoacidico realmente completo.

Dott. Giuseppe Scopelliti – Biologo Nutrizionista (Ordine dei Biologi Emilia-Romagna e Marche, n. ERM_A03278)

Riceve a Bologna (Via Marconi 47) e Milano (Via Albricci 9).

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