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No, bere acqua non elimina la ritenzione idrica — ma berne di più sì

No, bere acqua non elimina la ritenzione idrica — ma berne di più sì
25/06/2026Studio NewLifeAlimentazione & Benessere

Se hai la ritenzione idrica, bere più acqua è esattamente la cosa giusta da fare — non meno. La disidratazione attiva meccanismi ormonali e renali che favoriscono il ristagno dei liquidi nei tessuti, peggiorando il gonfiore invece di ridurlo. Eppure la maggior parte delle donne in estate fa l’opposto: riduce i liquidi pensando di “non aggiungere acqua a un corpo già gonfio”. Questo errore, diffusissimo e biologicamente comprensibile, è smentito dalla fisiologia renale in modo inequivocabile.

Perché quasi tutte le donne commettono questo errore in estate

L’intuizione sembra logica: se il corpo trattiene acqua, introdurne di più dovrebbe aggravare il problema. Ma il corpo umano non funziona come una spugna passiva — funziona come un sistema omeostatico attivo che regola i liquidi attraverso segnali ormonali precisi.

Quando l’apporto idrico si riduce, il rene attiva il meccanismo di riassorbimento dell’acqua attraverso l’ormone antidiuretico (ADH, o vasopressina) e il sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS). Il risultato è che il corpo trattiene più sodio e, con esso, più acqua negli spazi interstiziali dei tessuti. È letteralmente il meccanismo opposto a quello desiderato.

In estate questa dinamica si amplifica: il caldo aumenta la sudorazione, riduce il volume plasmatico circolante e dilata i vasi degli arti inferiori. Le gambe si gonfiano non perché si beve troppo, ma perché la combinazione di calore, scarsa idratazione e alimentazione sbilanciata favorisce il ristagno linfatico e venoso.

Ritenzione idrica: accumulo anomalo di liquidi negli spazi interstiziali dei tessuti, causato da squilibri nell’equilibrio sodio-potassio, disfunzione del sistema linfatico, alterazioni ormonali o da uno stile alimentare che stimola eccessivamente la secrezione di insulina e aldosterone.

I meccanismi biologici reali della ritenzione idrica

La ritenzione idrica non ha un’unica causa — è quasi sempre il risultato di più fattori che si sommano. Conoscerli permette di intervenire con precisione, non con strategie generiche.

1. Lo squilibrio sodio-potassio

Il sodio richiama acqua nei tessuti; il potassio favorisce la sua eliminazione attraverso i reni. Quando la dieta è ricca di sodio (sale da cucina, salumi, formaggi stagionati, snack confezionati) e povera di potassio (frutta, verdura, legumi), si crea uno squilibrio osmotico che favorisce il ristagno dei liquidi extracellulari.

Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Investigation da Rakova et al. (2017) ha documentato un meccanismo inatteso: un elevato consumo di sodio riduce la diuresi e aumenta la sintesi endogena di acqua metabolica attraverso la degradazione di grassi e proteine muscolari, riducendo al contempo il senso di sete. In sintesi: più sale si consuma → più acqua si trattiene → meno sete si avverte → si beve meno → la ritenzione peggiora. Un circolo vizioso che molte donne sperimentano senza riconoscerne la causa.

2. Il linfedema funzionale da caldo

In estate, la vasodilatazione periferica aumenta la pressione idrostatica nei capillari degli arti inferiori. Il sistema linfatico, che normalmente smaltisce il liquido interstiziale in eccesso, viene sovraccaricato. Il risultato è il tipico gonfiore a caviglie e polpacci che peggiora nel corso della giornata e migliora dopo una notte in posizione orizzontale.

Questo non è ritenzione idrica patologica nel senso clinico — ma è comunque un segnale che il sistema di drenaggio linfatico è sotto pressione e che idratazione, alimentazione e movimento giocano un ruolo diretto nel modularlo.

3. L’eccesso di carboidrati raffinati e il glicogeno muscolare

Ogni grammo di glicogeno (la forma di stoccaggio del glucosio nel muscolo e nel fegato) viene immagazzinato insieme a circa 3 grammi di acqua — un dato consolidato nella letteratura fisiologica. Una dieta ricca di carboidrati raffinati — zucchero, pane bianco, pasta da farine raffinate, dolci — porta a un accumulo rapido di glicogeno che si traduce in un aumento del peso corporeo in acqua, percepito come gonfiore diffuso.

Questo non significa che i carboidrati vadano eliminati, ma che la qualità e la quantità contano. Per capire quanti zuccheri “nascosti” si assumono senza saperlo, ti invito a leggere il mio articolo su come riconoscere gli zuccheri nascosti negli alimenti.

4. Le fluttuazioni ormonali

La ricercatrice Nina Stachenfeld, in un lavoro pubblicato su Exercise and Sport Sciences Reviews (2008), ha documentato come estrogeni e progesterone modulino direttamente la regolazione dei liquidi corporei. Gli estrogeni potenziano l’effetto dell’aldosterone, che trattiene sodio e acqua; il progesterone ha un effetto natriuretico, cioè favorisce l’eliminazione del sodio per via renale. Nelle fasi del ciclo in cui il progesterone è basso — fase follicolare tardiva e premestruale — la ritenzione tende ad aumentare.

Questo spiega perché molte donne percepiscono gonfiore maggiore in certi momenti del mese e in gravidanza, indipendentemente da quanto bevono o mangiano.


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Ritenzione idrica cosa bere: le indicazioni pratiche

Bere acqua è necessario ma non sufficiente. La qualità e la tipologia di ciò che si beve possono fare una differenza misurabile sulla ritenzione idrica, soprattutto nei mesi estivi.

Quanta acqua bere

L’EFSA (European Food Safety Authority) raccomanda 2 litri di acqua al giorno per le donne adulte, considerando solo la quota da bevande — esclusa quella contenuta negli alimenti. In estate, con temperature elevate e sudorazione aumentata, il fabbisogno sale a 2,5–3 litri nelle giornate più calde o in presenza di attività fisica.

La regola pratica più affidabile è osservare il colore delle urine: giallo paglierino chiaro indica una buona idratazione; giallo scuro o ambrato segnala disidratazione. Se hai difficoltà a monitorare i liquidi quotidiani, puoi usare uno strumento di tracciamento come NutriGenius, che permette di registrare i liquidi assunti e pianificare i pasti in modo integrato.

Quale acqua preferire

Per chi soffre di ritenzione idrica, è preferibile scegliere:

  • Acque oligominerali o minimamente mineralizzate (residuo fisso < 50 mg/L): esercitano un leggero effetto diuretico naturale grazie alla bassa concentrazione di minerali disciolti.
  • Acque con discreto contenuto di magnesio: il magnesio è cofattore della pompa sodio-potassio ATPasi, coinvolta nel trasporto attivo di questi ioni attraverso le membrane cellulari.
  • Tisane drenanti a base di betulla, ortosifon, tarassaco o pilosella: aumentano la diuresi senza effetti collaterali rilevanti se assunte nelle quantità raccomandate. Non sostituiscono una dieta corretta, ma possono supportarla.

Cosa evitare

  • Bevande zuccherate e succhi di frutta industriali: stimolano la secrezione insulinica e favoriscono l’accumulo di glicogeno con la relativa quota idrica.
  • Alcolici: hanno un effetto diuretico iniziale mediato dall’inibizione dell’ADH, seguito da una ritenzione di rimbalzo nelle ore successive.
  • Acque con elevato residuo fisso e alto contenuto di sodio: leggere l’etichetta è fondamentale — alcune acque minerali frizzanti hanno contenuti di sodio significativi.

Alimentazione e ritenzione idrica: cosa mangiare e cosa ridurre

La dieta è il fattore su cui si può intervenire con maggiore efficacia e rapidità. Non si tratta di eliminare categorie alimentari, ma di ribilanciare il rapporto sodio-potassio e ridurre i cibi che stimolano la ritenzione — una strategia utile sia per i rimedi naturali alla ritenzione idrica sia come prevenzione nel lungo periodo.

Alimenti da privilegiare

  • Alimenti ricchi di potassio: banane, avocado, spinaci, fagioli, patate dolci, albicocche secche. Il potassio favorisce l’eliminazione urinaria del sodio attraverso un meccanismo di scambio tubulare renale.
  • Fonti di magnesio: mandorle, semi di zucca, cacao amaro, quinoa, tofu. Il magnesio, come accennato, è cofattore della pompa sodio-potassio e contribuisce alla regolazione del volume cellulare.
  • Verdure ad azione diuretica naturale: cetriolo, sedano, asparagi, finocchio, prezzemolo fresco.
  • Proteine di qualità: un adeguato apporto proteico mantiene la pressione oncotica plasmatica (esercitata dalle proteine del sangue, principalmente albumina), che trattiene i liquidi all’interno dei vasi sanguigni riducendo il trasudato verso i tessuti interstiziali.

Alimenti da ridurre

  • Sale da cucina e alimenti ultraprocessati (il sodio è spesso presente in quantità elevate in biscotti, pane in cassetta, condimenti pronti: leggere sempre le etichette)
  • Insaccati e affettati, compresi quelli definiti “magri”
  • Formaggi stagionati e semistagionati
  • Zuccheri aggiunti e farine raffinate
  • Alcolici

Per un approfondimento dettagliato sui cibi che peggiorano la ritenzione idrica, ti rimando all’articolo dedicato: ritenzione idrica: i cibi che peggiorano il gonfiore.

Gonfiore alle gambe in estate: quando è ritenzione idrica e quando no

Il gonfiore agli arti inferiori in estate può avere cause diverse, non tutte legate all’alimentazione o all’idratazione. Distinguerle è fondamentale prima di impostare qualsiasi intervento.

  • Ritenzione idrica funzionale: gonfiore simmetrico che peggiora stando in piedi durante la giornata, si riduce dopo una notte a riposo, è correlato a caldo, dieta e fase del ciclo mestruale. Risponde bene agli interventi nutrizionali descritti in questo articolo.
  • Insufficienza venosa cronica: presenza di varici visibili, senso di pesantezza persistente, crampi notturni. Richiede valutazione medica specialistica (angiologo o flebologo).
  • Linfedema secondario: gonfiore tipicamente asimmetrico, consistenza dura alla palpazione, assenza di fovea alla pressione digitale. Richiede diagnosi differenziale medica.
  • Cause cardiache, renali o epatiche: edema bilaterale, ad insorgenza rapida, spesso associato a dispnea, astenia marcata o altri sintomi sistemici. Richiede valutazione medica urgente.

Se il gonfiore alle gambe è improvviso, asimmetrico, molto marcato o accompagnato da altri sintomi, rivolgiti al medico prima di qualsiasi intervento nutrizionale. La nutrizione è uno strumento potente, ma non sostituisce la diagnosi medica.

Hai anche gonfiore addominale oltre a quello agli arti? Potrebbe esserci una componente digestiva sovrapposta: approfondisci nel mio articolo su pancia gonfia e bloating: cause e rimedi alimentari.

Un piano concreto: 5 abitudini da iniziare subito contro il gonfiore alle gambe in estate

Non servono protocolli complessi. Queste cinque abitudini, applicate con costanza, producono risultati visibili in 7–10 giorni nei casi di ritenzione idrica funzionale:

  1. Bevi 2–2,5 litri di acqua oligominerale al giorno, distribuiti nel corso della giornata in piccole quantità frequenti, non tutti insieme.
  2. Riduci il sale aggiunto a meno di 5 g al giorno (circa 1 cucchiaino raso), in linea con le linee guida OMS sulla riduzione del sodio.
  3. Aumenta potassio e magnesio attraverso almeno 3–4 porzioni di verdure e 2 di frutta al giorno.
  4. Cammina 30 minuti al giorno: la contrazione del muscolo del polpaccio è il principale meccanismo di ritorno venoso e linfatico dagli arti inferiori — il cosiddetto “cuore periferico”.
  5. Limita gli zuccheri raffinati e gli alcolici, soprattutto nelle ore serali quando il metabolismo glucidico è meno efficiente.

Vuoi un supporto concreto per monitorare l’alimentazione e ridurre il gonfiore in modo strutturato?
Il Diario Alimentare è uno degli strumenti più efficaci per diventare consapevole di ciò che si mangia e riconoscere i pattern che favoriscono la ritenzione idrica. È lo stesso strumento che utilizzo con i miei pazienti nelle fasi iniziali del percorso nutrizionale.

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Domande frequenti sulla ritenzione idrica

Bere più acqua aiuta davvero contro la ritenzione idrica?

Sì, bere più acqua aiuta a ridurre la ritenzione idrica. Quando l’apporto idrico è insufficiente, il rene attiva il sistema renina-angiotensina-aldosterone e aumenta la secrezione di ADH (vasopressina), portando a maggiore riassorbimento di sodio e acqua. Mantenere una buona idratazione — circa 2–2,5 litri al giorno per una donna adulta in condizioni normali, fino a 3 litri in estate — segnala al rene che non è necessario “trattenere” i liquidi, favorendo una diuresi fisiologica regolare. Il colore delle urine (giallo paglierino chiaro) è l’indicatore pratico più affidabile di un’idratazione adeguata.

Qual è la differenza tra ritenzione idrica e gonfiore venoso alle gambe?

La ritenzione idrica funzionale è un accumulo di liquidi negli spazi interstiziali causato da squilibri sodio-potassio, variazioni ormonali o scarsa idratazione: il gonfiore è tipicamente simmetrico, peggiora in posizione eretta durante il giorno e migliora dopo il riposo notturno. Il gonfiore da insufficienza venosa cronica è invece causato da un’alterata funzione delle valvole venose, spesso associata a varici visibili, senso di pesantezza e crampi notturni, e richiede valutazione medica specialistica. In estate le due condizioni si possono sovrapporre, ma l’approccio terapeutico è diverso.

Quali sono i rimedi naturali più efficaci per la ritenzione idrica?

I rimedi naturali con maggiore evidenza scientifica per la ritenzione idrica funzionale sono: aumentare l’apporto idrico (2–3 litri al giorno), ridurre il sodio alimentare a meno di 5 g/die, aumentare il consumo di alimenti ricchi di potassio (banane, avocado, spinaci, legumi) e magnesio (mandorle, semi di zucca, quinoa), e praticare attività fisica regolare — in particolare camminate che attivano la pompa muscolare del polpaccio. Le tisane a base di ortosifon, tarassaco, betulla o pilosella possono supportare l’effetto diuretico, ma non sostituiscono le modifiche dietetiche di base. In assenza di miglioramenti in 2–3 settimane, è opportuno un consulto con un biologo nutrizionista o il medico curante.

La ritenzione idrica peggiora con il caldo? Perché?

Sì, la ritenzione idrica tende a peggiorare in estate per ragioni fisiologiche precise. Il caldo provoca vasodilatazione periferica, in particolare a livello degli arti inferiori, aumentando la pressione idrostatica nei capillari e favorendo il passaggio di liquidi verso gli spazi interstiziali. Contemporaneamente, la sudorazione aumenta le perdite idriche, che se non vengono adeguatamente compensate attivano i meccanismi ormonali di ritenzione (ADH, aldosterone). La combinazione di caldo, scarsa idratazione e sedentarietà prolungata (tipica delle ore più calde) è la principale causa del gonfiore estivo agli arti inferiori nella popolazione femminile.

Dott. Giuseppe Scopelliti – Biologo Nutrizionista (Ordine dei Biologi Emilia-Romagna e Marche, n. ERM_A03278)

Riceve a Bologna (Via Marconi 47) e Milano (Via Albricci 9).

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